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I
Giornali di Zona e di Quartiere
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Milano 2001 780/01 IL RUOLO DEI GIORNALI DI ZONA E DI QUARTIERE DALLA NASCITA DEL DECENTRAMENTO (1969) AD
OGGI |
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Il Giornale di Zona o di
Quartiere nasce con i vecchi Comitati di quartiere degli anni sessanta
che preconizzavano l’avvento del decentramento amministrativo che si realizzò
a Milano nel Marzo del 1969. La maggior parte di questi periodici si diffuse,
soprattutto, dopo il 1970. Si trattava di giornali a due o quattro facciate
che riportavano i problemi emergenti a livello di realtà locali. All’epoca
l’unica eccezione di un giornale che si stampava mensilmente e con ben
10 pagine fu “Il Dialogo” (ex Zona 4), nato nel 1957
ed estinto nel 1997 che, con le sue 40.000 copie, era il più importante
e diffuso giornale di zona e di quartiere. Dal 1975, anno in cui la
città fu suddivisa in venti circoscrizioni, furono i partiti politici,
in particolare quelli della sinistra, a promuovere e a rilanciare la diffusione
dei giornali zonali. Tra il 1975 e il 1980 nacquero l’Arco della Pace
in zona 6, Milano Domani in zona 13, Milano 19 (tutti e tre d'area PCI),
il Sempione in zona 6 e Milanosette (area PSI), il Pungolo e Quarto Rosso
(area Democrazia Proletaria), mentre la DC con il suo Settimanale “Il
Popolo Lombardo” dedicava
inserti d'interi paginoni dedicati ai quartieri di Milano, in cui si denunciavano
i problemi esistenti. Tutte queste testate entrarono in crisi negli anni
’80 a fronte della spaccatura che si creò tra i partiti e la società civile,
con conseguente svolta sulla diffusione delle testate locali. Negli anni ’80 alle sezioni
dei partiti si sostituirono i gruppi di volontariato, soprattutto cattolico,
svincolati da apparati politici. Si trattava di un tipo di volontariato
che, affrontando i problemi del proprio territorio o quartiere, intraprese
la via dell’inchiesta e della denuncia pubblica preventiva, abbandonando
la logica dei partiti. Sorsero così altri giornali zonali: Il Diciotto,
Mizetadieci, Pepeverde (zona 6), Dai Nostri Quartieri
(zona 12), Costruire Insieme (zona 20) e innumerevoli testate del Partito
Umanista che, per un certo periodo, hanno interessato quartieri molto
piccoli concentrandosi addirittura in poche vie, piazze ed ambienti vari. Chi nacque negli anni ottanta
ebbe vita breve e molti proprio alla fine del decennio terminarono le
loro pubblicazioni. La “débacle”
fu totale tanto che, in dieci anni, nacque una sola pubblicazione nel
1987. La sorte dell’informazione locale, per sopravvivere, fu legata a
doppia mandata alla crisi di rappresentatività dei partiti e alla grande
sfiducia dei cittadini verso le istituzioni. I Consigli di Zona latitarono
di fronte ad una continua diminuzione della partecipazione e furono indifferenti
di fronte al ruolo che svolgevano i giornali di zona e di quartiere. Tale
situazione mise a nudo tutto il fallimento della
partecipazione, evidenziando altresì l’impotenza e l’incapacità dei Consigli
di Zona nel sostenere l’autonomia
dei giornali zonali e di quartiere che pur erano un punto di riferimento
insostituibile per far conoscere ai cittadini la loro politica amministrativa. Negli anni novanta, nonostante
la crisi economica e l’esplodere di Tangentopoli, dieci nuove pubblicazioni
fecero il loro ingresso nel panorama dell’informazione locale. Il "turn over" fu alto, ma le nuove testate
fecero ben sperare, anche se il Decentramento continuò a perdere il suo
ruolo di collegamento, sul piano dell’informazione e della comunicazione
al fine di suscitare consenso e interesse da parte dei cittadini. All’inizio degli anni 2000
molte testate sono scomparse, ma questa quarta generazione di testate
locali vanta oggi una diffusione di oltre 200.000 copie. Ben 19 sono oggi
i giornali di Zona e di Quartiere che sono distribuiti a pochi abbonati,
ma, gratuitamente, ad una vasta porzione di cittadini che frequentano
le biblioteche comunali, i negozi,
gli uffici decentrati dell’ASL, dell’anagrafe e dei centri sociali
d'aggregazione per giovani e anziani. Alcune copie sono vendute nelle
edicole zonali, mentre altre incasellate nelle portinerie ed altre ancora
sono spedite gratis ai consiglieri e agli assessori comunali, provinciali
e regionali. La tiratura mensile delle copie coincide sempre con il dato della diffusione effettuata. Tutto ciò testimonia il forte radicamento che l’informazione locale ha nel quartiere. |
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Nel dicembre 1994 le redazioni
dei giornali di zona e di quartiere già guardavano ben oltre l’interesse
corporativo e localistico. Quattro di queste testate il Quartiere Garibaldi zona 1, la Voce di
zona 3, Tra i Navigli ex zona 16 e Orizzonte Diciassette tennero a battesimo
il primo Coordinamento dei Giornali di Zona di Milano allargato ai giornali
“Il Dialogo Zona 4 e Milano 19”.
A queste sei redazioni fondatrici del Coordinamento si aggiunsero, nell’aprile
del 1995, i giornali “ABC della
zona 8, Milanosette e il giornale della zona 9”. Il Coordinamento,
che raggruppava 9 testate, si era dato l’obiettivo principale di fare
acquisire un ruolo all’informazione zonale per valorizzarne il potenziale
editoriale e pubblicitario e per fare convergere gli sforzi in comuni
battaglie politiche dopo avere individuato un argomento di comune interesse
e che avesse un’importanza a livello cittadino. Si cercò di organizzare
le feste di quartiere per riscoprire la storia e l’identità della comunità,
di aggregare i gruppi del volontariato che operavano sul territorio zonale,
di elaborare una comune linea editoriale sui grandi temi aperti della
città, di darsi una scaletta d’iniziative pubbliche con l’obiettivo di
dare il proprio contributo ed impulso critico alla nascita del nuovo decentramento
e delle nuove Circoscrizioni. In questa direzione fu provvidenziale la
collaborazione del Circolo culturale Carlo Perini che, oltre ad organizzare
una mostra retrospettiva sui “Giornali di Zona e di Quartiere”, pubblicò
i risultati di un’indagine sul ruolo svolto dai giornali di zona e di
quartiere dal 1969 al 1995. Tali risultati furono infatti illustrati in
un convegno cittadino che si tenne assieme al neonato Coordinamento. Se le intenzioni del Coordinamento
erano buone e l’entusiasmo alle stelle, l’impatto operativo con la realtà
di sopravvivenza delle testate,
le tensioni del mantenimento della propria autonomia ed identità
, le difficoltà a coordinarsi furono devastanti e, quindi, non riuscì
a darsi una linea d’azione con iniziative editoriali congiunte. Il reperimento
delle risorse, per il sostegno pubblicitario, fu difficile e problematico,
lo sforzo di dare dignità ad una presenza e testimonianza si rivelò marginale
nel dibattito sulla città e nel confronto sui grandi temi di politica
amministrativa. L’unico obiettivo pratico
fu raggiunto grazie alla ditta Artidea che si propose e continua a proporsi
come un punto di riferimento utile nel raccogliere le informazioni editoriali
e la pubblicità da suddividere tra le testate aderenti. I giornali di zona e di quartiere
vivono, tuttora, unicamente con i proventi della pubblicità, ricercata
con professionalità e nuovi mezzi, attraverso un faticoso e proficuo a
porta a porta presso i commercianti della zona, per il quale si adoperano
elementi della redazione, studenti e pensionati vicini alle finalità della
testata e, con qualche soddisfacente risultato l’Artidea. Su 19 testate contate nel
dicembre del 2000, n'esistono tre che interessano zone al di fuori del
decentramento comunale e che escono saltuariamente. Alcune testate sono
edite – una tantum – da associazioni diverse, tra le quali citiamo una
che si chiama “Brera”. Delle 9 testate aderenti al
Coordinamento ne sopravvivono 7: Il
quartiere Garibaldi, La Voce di zona 3, ABC, Milano 19, Milanosette, il
Giornale della Zona 9, Orizzonte Diciassette, mentre sono scomparsi Tra
i Navigli e “Il Dialogo” (vecchia edizione). I redattori dei giornali di zona e di quartiere sono, da sempre, tutti volontari. E’ un tipo di volontariato atipico che non aiuta gli anziani o gli handicappati, o quanto meno non svolge una qualsiasi opera assistenziale, ma che s’indirizza verso un’attività d’informazione. Si tratta di volontari d’ogni età e di svariata estrazione sociale che dell’informazione e dell’inchiesta fanno il proprio strumento di battaglia com'espressione della società civile. Siamo di fronte a giornalisti, in prevalenza autodidatta, che compiono un servizio con implicazioni d’alta professionalità ed evitano il rischio di curare solo il proprio orticello, perché sono consapevoli che occorre avere una visione più complessiva dei problemi esistenti a livello cittadino. |
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Il bilancio rimane, tuttavia,
negativo. La realtà si presenta molto fluttuante. Stanno sorgendo, infatti,
nuovi giornali, mentre altri, già consolidati, sono momentaneamente “congelati” e altri ancora sono in piena
efficienza. Sarebbe interessante, a questo punto, chiedersi quale futuro
abbiano simili organi d’informazione e quali azioni s’intende intraprendere
per tenerli in vita, per vivacizzare il dibattito politico e per promuovere
la partecipazione dei cittadini, sempre meno coinvolti nei Consigli di
Zona che gestiscono un territorio tanto vasto. Alla luce, però, dell’analisi
storica sul ruolo da essi svolto,
è facile prevedere che molti giornali sono destinati a scomparire nell’arco
dei prossimi anni. Nuove testate risorgeranno dalle loro ceneri, come
nel caso de “Il Dialogo”, poiché non è possibile
interrompere il cammino del confronto e del dibattito democratico fra
istituzioni e società civile. I cittadini sentono il bisogno di fare ascoltare
la loro voce non solo con proteste e denunce, ma anche con proposte e
progetti utili e intelligenti per migliorare la qualità della vita delle
comunità locali. La funzione dei giornali zonali e di quartiere è quella
di svolgere un’indispensabile collegamento fra istituzioni e società civile,
restituendo al cittadino il gusto di essere informato per coinvolgerlo
nella partecipazione democratica sui problemi riguardanti la sua zona
o il suo quartiere. Si riporta un elenco dei giornali di zona e di quartiere
riferiti alla precedente suddivisione amministrativa del territorio comunale in venti zone e al nuovo riazzonamento
(dell'aprile 1999) in 9 Circoscrizioni o macrozone. Nel periodo che precede ogni
elezione amministrativa sorgono, come funghi, altri giornali locali che
si estinguono subito dopo le avvenute elezioni e ben si addice il detto
dantesco: "Non ti curar di loro,
ma guarda e passa".
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| SITUAZIONE
DEI GIORNALI DI ZONA E DI QUARTIERE
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| Vecchie zone | Denominazione | Nuove macrozone | Denominazione |
Tirature 1998
giornali
Dicembre 2000
giornali
copie
Zona 1 Il
Centro di Milano
Zona 1
Il Centro di Milano
14.000
Zona 1
Il Quartiere Garibaldi
Zona 1
Il Quartiere Garibaldi
5.000
Zona 2 Martesana Due
(già Mizetadieci)
Zona 2
Martesana Due
10.000
Zona 3
La Voce di Zona 3
Zona 3
La Voce di Zona 3
10.000
Zona 4
Milanoquattro
Zona 4
Milanoquattro
10.000
Zona 4
Quattro
Zona
4
Quattro
10.000
Zona 4
Il Dialogo (nuova testata) Zona 4-11-16-18
Il Dialogo (nuova testata)
…
Zona 4
El
Rebelott
Zona 4
El Rebelott
…
Zona 5
…
Zona 5
La Conca
10.000
Zona 6
Il Sempione (chiuso)
Zona 5
Milano Sud
12.000
Zona 6
Città Quartiere
Zona
6 Orizzonte Diciassette
7.000
Zona 7
Milanosette
Zona 7
Il Diciotto
…
Zona 8
ABC
Zona 7
Ovest Periferia Nuova Frontiera (estinto)
Zone 8-9-10
riunite
Ottonovedieci
Zona 7
Il Baggese
…
Zona 9
Il Giornale della Zona 9 Zona
8
Città Quartiere
20.000
Zona 10
Mizonadieci
Zona 8
Milano Zona 8 (ex 19)
6.000
Zone 10-11-12
La Pagina
Zona 9
ABC
21.000
Zona 11
Zona 11 (sospeso)
Zona 9
Milanosette
10.000
Zona 15
La Conca
Zona 9
Il Giornale della Zona 9
22.000
Zona 16
Tra i Navigli
(sospeso)
Zona 17
Orizzonte Diciasette
Zona 18
Il Diciotto
Zona 18
Il Baggese
Zona 19
Milano 19
Il presidente del
Circolo culturale Carlo Perini