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Il sistema
bancario in Italia
1 - Le Banche italiane non tutelano i loro risparmiatori
Finalmente un grande dibattito, aperto al pubblico e non agli addetti
ai lavori, si è tenuto a Milano con la forte denuncia dei mali
della Banca d'Italia e del comportamento del Governatore Fazio. Le Banche
italiane, di fatto, pur privatizzate, agiscono tuttora in regime di monopolio
privato con conseguenze disastrose sull'economia del Paese e dei suoi
sprovveduti risparmiatori, vittime della gestione di potere poco trasparente,
privilegiato e protettivo.
Da anni e, soprattutto, in questi mesi, i due rami del Parlamento, economisti,
stampa e televisione fanno un gran parlare di banche, di controllo sul
loro operato, di tutela dei risparmiatori e delle funzioni dell'Istituto
Centrale di emissione e non ultimo della credibilità interna e
internazionale dell'ineffabile governatore della Banca d'Italia, Fazio.
Al contrario, a nostro avviso, si insiste poco su quella che potrebbe
essere la funzione principale del sistema bancario italiano, ovvero di
diventare il centro promotore dello sviluppo nel rilanciare l'economia
nazionale, terribilmente in crisi.
Le banche, da sempre, sono la cassaforte del Paese e nulla è più
necessario del denaro per fare ripartire un'economia che, troppo a lungo,
è stata affidata a manager privi di slancio e di iniziative che
si sono limitate, ahimé, a cercare nicchie ben protette dove effettuare
investimenti sicuri e aumenti di capitali, alcune volte anche a scapito
dei risparmiatori.
La ricerca è stata mortificata e le migliorie degli impianti sono
state rimandate, di fatto arenando lo sviluppo futuro. Forse anche le
banche, anziché garantire i risparmi e ridurre le spese di gestione,
hanno svolto attività di routine nei loro investimenti, guardando
più alle garanzie o privilegi ad esse offerte che alla bontà
delle proposte.
Bisogna avere il coraggio di iniziare un "nuovo modo di fare banca",
non rifugiandosi nell'italianità del sistema nel timore della concorrenza
europea o internazionale; non trascurando, peraltro, la tutela del risparmio
anche per quanto riguarda l'ingiustificata lievitazione dei costi di gestione
esistenti, che sono i più gravosi dell'Unione Europea.
Sono queste alcune riflessioni facili a dirsi, ma un po' meno a realizzarsi
ed è proprio questa difficoltà che ha spinto la Fondazione
Perini , a organizzare questo incontro con qualificati esponenti del settore,
cercando un risposta che possa essere utile agli operatori bancari e anche
per stimolare chi ci governa a legiferare bene per porre rimedio ad un'effettiva
tutela del risparmio.
2 - Il raffronto fra Banche Italiane e Tedesche
Il primo oratore, prof. Cesarini, ha messo in luce il funzionamento delle
tecniche bancarie sul sistema italiano, che agisce in regime d'impresa
e che orienta la qualità e la validità degli investimenti
produttivi nei settori di competenza più speculativi. L'acquisizione
dei capitali imprenditoriali dovrebbe spingere allo sviluppo dei gruppi
industriali, ma la crisi economica non spinge alla competizione di mercato
e le risorse bancarie privilegiano solo il settore più comodo:
quello dell'edilizia abitativa ed immobiliare, con l'agevolazione di mutui
per la casa e l'allungamento dei termini del credito dei mutui. Ed è
questo forse l'unico aspetto positivo del sistema banche.
L'immobiliarismo è uno dei pochi poli motori delle sviluppo attuale,
assieme a quello della moltiplicazione dei finanziamenti nei servizi amministrativi
del commercio e, per ultimo, l'agricoltura. Il cliente viene considerato
come un semplice consumatore, sempre a colmare con il loro risparmio gli
investimenti sbagliati del sistema.
Il sistema bancario riflette, ormai, la situazione economica del Paese
oggi deindustrializzato e in crisi; reprime, infatti, il credito finanziario
per lo sviluppo; non regge, per dimensione, a livello delle grandi concentrazioni
bancarie europee; non concorre sul mercato internazionale e si chiude
in se stessa per difendere una ridicola italianità di un sistema
miope e corrotto, tanto più che mancano ogni controllo dell'Antitrust
e della Vigilanza e il Governo non è stato, finora, capace di effettuare
una buona e incisiva riforma sulla Banca d'Italia e, soprattutto, sul
risparmio.
Il direttore generale della Dresdner Bank, Beretti, nel suo intervento,
ha subito ribadito che il sistema bancario tedesco ha nello Stato il suo
punto di riferimento, tanto più che le maggiori banche non sono
state privatizzate e giocano un ruolo importante nella politica economica
e sociale della Germania. Anche il settore della ricerca e della competizione
economica trovano una notevole espansione e ben 50% delle Banche è
inserito a livello europeo e a scala più internazionale.
Non mancano luce ed ombre, come nel settore dell'azionariato tedesco che
vede il 15% di solo risparmiatori italiani. Le Banche in Germania hanno
molti utili, ma non gravano,eccessivamente, come in Italia, sui costi
di gestione dei risparmiatori e tanto meno scaricano su di loro gli sbagli
e i costi d'investimenti bancari. Il raffronto poi sulle cifre del risparmio
e dei costi gioca a notevole vantaggio dei cittadini della Germania.
3 - Dall' osservatorio parlamentare scaturisce un'azione di verità
sulle Banche Italiane
Ci voleva l'onorevole Bruno Tabacci, Presidente della Commissione Parlamentare
delle Attività Produttive, Industria e Commercio a compiere un'azione
di verità sulla truffaldina astuzia delle Banche nostrane , che
hanno inquinato la fiducia dei risparmiatori.
Il sistema bancario italiano gode, purtroppo, l'ultimo posto nella fiducia
degli italiani verso le istituzioni pubbliche e oltre un milioni di cittadini
sono stati raggirati e depredati.
In questo orizzonte si collocano gli scandali: dai Bond Argentini alla
Cirio, da Parmalat, alle scalate di Ricucci, dalle OPA di Fiorani all'Antonveneta
a quella dell'Unipol. I nostri banchieri sono tenaci a difendere l'attuale
assetto con la "bufala" dell'italianità e la ridicola
"padanietà" delle banche, ricorrendo quasi sempre a sotterfugi
e inganni, non ad efficienti tecniche bancarie. Non meraviglia se le banche
sono diventate gruppi di potere che hanno tutto privatizzato con gravi
elementi di dequalificazione e con grande capacità di per raggirare
la legge e stritolare i risparmi della clientela. I banchieri si comportano,
di fatto, come poteri pubblici e come tali invadono tutti i settori produttivi
e diventano padroni di: autostrade, assicurazioni, imprese industriali,
energia, gas, telefonia, immobili e numerosi altri innumerevoli beni,
sino a diventare proprietari, con quote azionarie, dell'editoria e degli
organi d'informazione.
L'inesistente controllo dell'Antitrust e la mancata autorevolezza del
Settore della Vigilanza, come pure il mancato rapporto di Trasparenza
nei comportamenti di un Consiglio autorefernziale, non creano concorrenza
e credibilità interna e internazionale verso cui guardare per il
futuro.
Eppure il Governatore Fazio, dopo essersi fatta la passeggiata per le
vie di Lodi in compagnia di Fiorani e avere perduto ogni residuo di credibilità,
continua imperturbabile a difendere la "banca padana o la banca italiana",ancor
peggio,si è saldamente incollato alla poltrona della Banca d'Italia,
pur sommerso dalla sfiducia generale di tutti i cittadini: italiani onesti
Antonio Iosa - presidente Fondazione Carlo Perini.
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