TERRORISMO E STRAGISMO


Molti si chiederanno cosa possa centrare il capitolo Terrorismo nell'ambito di un circolo culturale.
Forse molti non sanno che negli anni del '68 la sede del Centro Sociale di via Val Trompia, divenne il luogo d'incontro e di scontro di vari collettivi giovanili, che organizzavano azioni di guerriglia urbana e lotte per le occupazioni abusive delle case popolari in Milano. Ogni volta che la polizia li sloggiavano, la sede di via Val Trompia diventava il loro rifugio e il loro bivacco. Iniziavano gli anni degli opposti estremismi e i gruppi neofascisti imperversavano e assoldavano squadre di picchiatori e si radunavano in gruppi ideologici sovversivi bene organizzati. Alcuni di loro assalirono i partecipanti al dibattito antifascista promosso dal Circolo Carlo Perini.
Era la sera del 21 giugno del 1971!
Fioccarono biglie d'acciaio, furono scagliati sassi con le fionde, piovvero bottiglie molotov e candelotti incendiari, furono sparati colpi d'arma da fuoco che ferirono alla tempia, per fortuna in modo non grave, uno dei partecipanti al dibattito. La sede fu completamente devastata dai circa 80 picchiatori che infransero tutte le vetrate, rovesciarono e saccheggiarono, all'esterno, le macchine dei loro avversari politici presenti alla conferenza e, arroccati nell'interno del Centro Sociale di via Val Trompia a Quarto Oggiaro, nascondendosi sotto i tavoli o dietro le colonne per non essere colpiti.

Dal 1975 iniziò la stagione degli "anni di piombo". Durante quegli anni di paura il Circolo Culturale Carlo Perini proseguì a programmare le sue iniziative per affermare i valori di libertà, di democrazia, di dibattito civile e democratico.
Il pubblico, sia pure intimidito da episodi verbali e talvolta anche fisici, seguitava coraggiosamente a partecipare alle nostre manifestazioni, grazie ai grandi personaggi del mondo politico e culturale, che facevano a gara per parlare ai cittadini della periferia milanese. Ci furono anche tristi serate di dibattito in cui giovani provocatori dei gruppuscoli extraparlamentari, fiancheggiatori dei terroristi, presero il sopravvento. La prevaricazione culminò con l'interruzione di alcune conferenze, a seguito di arroganti minacce all'incolumità fisica dei partecipanti.
Il Presidente del Circolo Perini, Antonio Iosa, disse: "avevo, però, messo in cantiere l'aggressione nei miei riguardati da parte di qualche tossicodipendente, venne, al contrario, l'attentato delle brigate rosse."
Il 1 aprile del 1980 fu, di fatto, protagonista della triste e penosa vicenda di cui è stato vittima, mentre assisteva ad una conferenza, tenuta dall'on. Nadir Tedeschi, nella sezione periferica della DC, in via Mottarone a Milano.
Un gruppo di quattro "brigatisti rossi", appartenenti alla colonna Walter Alasia, imbavagliati e incappucciati, fecero irruzione con le pistole in pugno. Dopo avere insultato e minacciati i presenti, fu prescelto con altri tre amici per il "rito della gambizzazione".